Quello del cibo è un vero e proprio culto per gli italiani!

Guai a chi tocca le nostre eccellenze alimentari, i piatti tradizionali e i prodotti della nostra meravigliosa terra!!

C’è però qualcosa che, da un passato piuttosto lontano, si è fatta pian piano strada nella nostra cultura, grazie alla scoperta dell’America, e ha fatto sì che alcuni nostri piatti diventassero ancora più buoni e apprezzati da tutti!

Di cosa stiamo parlando? Di un metodo di cottura davvero speciale, che rende gli alimenti proprio tanto saporiti: il barbecue!

È ovvio però che i barbecue di oggi non sono più tanto rudimentali come quelli visti da Cristoforo Colombo qualche secolo fa, sia per la forma che per il tipo di alimentazione e gli optional di cui sono corredati. 

In passato esistevano soltanto barbecue a legna o a carboni, mentre oggi è soprattutto il barbecue a gas a spopolare, preferito da molti per la sua praticità di utilizzo!

I metodi innovativi applicati sui moderni barbecue a gas mettono in primo piano la sicurezza dell’utilizzatore e la buona riuscita di una cottura uniforme ed ottimale, per ogni tipo di alimento, essendo tra l’altro molto pratici e funzionali.

Nonostante siano infatti realizzati con metodi all’avanguardia, non c’è bisogno di grandi doti da esperto per poter utilizzare i barbecue a gas!

Avendo infatti manopole, coperchi e comandi di diverso tipo, sarà molto semplice avviare l’accensione e controllare la cottura delle pietanze.

barbecue ghisa pietra lavica

Alcune persone preferiscono il barbecue a legna o a carbonella per il sapore affumicato che esso conferisce al cibo, ma bisogna avere una maggiore manualità, se non si vuole correre il rischio di bruciare tutto!

Per di più, non è detto che il barbecue a gas non possa dare lo stesso aroma agli alimenti!

I modelli moderni infatti vengono forniti, non solo di griglia, ma anche di piastra in ghisa oppure di pietra lavica!

Dai un’occhiata ad esempio al meraviglioso Weber EP-335 GBS 46812229, o al super accessoriato e funzionale Weber Genesis II LX E-440 GBS.

Com’è possibile però che questi semplici accessori riescano a dare un risultato simile a quello del carbone?

Semplice!

Normalmente, sono i grassi della carne o del pesce a colare sulla brace e a far risalire il fumo; nel caso del barbecue a gas, se al posto della normale griglia si utilizza una pietra lavica o una piastra in ghisa, i liquidi di cottura rimangono in superficie ed evaporano lentamente.

Ciò fa sì che gli alimenti continuino ad acquisire sapore durante tutto il periodo di cottura.

Un’altra prerogativa di questi fantastici accessori è la capacità di cuocere in maniera uniforme, grazie al fatto che entrambi i materiali (ghisa e pietra lavica) consentono di mantenere a lungo il calore al loro interno, in ogni punto.

Se sono entrambi ugualmente funzionali, allora come si fa a scegliere il modello migliore? Sarebbe preferibile acquistare un barbecue a gas con pietra lavica o con piastra in ghisa?

Chiariamoci le idee, osservando da vicino quali sono le caratteristiche di ciascuno di essi.

Barbecue a gas con pietra lavica

La pietra lavica è definita così perché viene ricavata dalle effusioni vulcaniche, dalle quali viene fuori il magma.

Raffreddandosi, questo composto di lava e roccia si solidifica e forma, appunto, la pietra lavica, tecnicamente conosciuta come “basalto”.

Si tratta quindi di un elemento completamente naturale al quale, prima di densificarsi, viene data la forma desiderata per poterlo destinare all’utilizzo in cucina!

La pietra lavica viene particolarmente apprezzata per la sua capacità di trattenere il calore al suo interno e di rilasciarlo lentamente.

Ciò vuol dire che, una volta riscaldata sul fuoco, essa rilascia pian piano il calore (restando rovente per molto tempo) e consente di cuocere qualsiasi alimento, anche le bistecche di carne più grosse, senza bruciarle, e facendo in modo che ogni lato risulti ben cotto.

Proprio per questo, il metodo di cottura con pietra lavica è il favorito per cuocere le bistecche fiorentine!

Se invece si desidera una cottura al sangue, basta semplicemente lasciare la carne meno tempo a contatto con la pietra lavica rovente.

La cosa importante è fare in modo che quest’ultima si riscaldi bene prima di utilizzarla per la cottura, portandola quindi a temperature molto alte, altrimenti il risultato potrebbe non essere tanto soddisfacente.

Vi sono infatti barbecue a gas che sono già predisposti per l’uso con la pietra lavica, i quali sono in grado di raggiungere temperature elevatissime (600°).

Più la pietra si riscalda e più essa resterà calda a lungo, facendo sì che la cottura risulti sempre ottimale.

La fiamma non è mai a diretto contatto con gli alimenti, ma soltanto con la pietra, e ciò rende le pietanze anche più salutari, oltre che particolarmente saporite.

La pulizia della pietra lavica è abbastanza semplice, ma necessaria!

Si tratta pur sempre di un materiale assorbente, pertanto la sua superficie potrebbe rimanere unta e impregnata di odori.

Alcuni consigliano di immergerla per almeno mezz’ora in acqua e alcol, altri invece preferiscono cospargerla di sale prima dell’utilizzo, e altri ancora optano per detergenti e prodotti già pronti, per effettuare una pulizia più rapida.

Esistono anche altri modelli di barbecue a gas che al posto della piastra in pietra lavica, sono dotati di ciottoli (di pietra lavica), con una griglia posta al di sopra.

Accendendo il gas, le pietre diventano incandescenti e consentono la cottura, quasi come se fossero “tradizionali” carboni.

I ciottoli di pietra lavica si riscaldano dal basso e conservano a lungo un’alta temperatura; ciò permette di cuocere gli alimenti in ogni punto senza bruciarli.

Barbecue a gas con piano in ghisa

Anche la piastra in ghisa funziona un po’ come la pietra lavica, dato che dopo essere diventata bollente, essa rilascia pian piano il calore e riesce così a cuocere gli alimenti in modo omogeneo, lasciandoli succosi all’interno ed evitando che si brucino.

Trattenendo inoltre i succhi di cottura, essa rende più umide le pietanze, conservando sempre l’idratazione e l’aroma.

Anche la ghisa è un materiale poroso, pertanto è importante eseguire una corretta pulizia per poter riutilizzare il piano ogni volta, senza avere il fastidio dell’untuosità e degli odori assorbiti.

I liquidi in eccesso però possono essere eliminati facilmente, grazie alla presenza di un’incanalatura di scolo che converge il tutto verso recipienti appositi.

È consigliabile quindi passare un tovagliolo con dell’olio sulla piastra in ghisa non più bollente, sia dopo l’uso che prima di una nuova cottura.

È sconsigliato invece mettere sotto l’acqua fredda la piastra in ghisa (ma anche la pietra lavica) ancora bollente, perché può lesionarsi.

Una volta raffreddata quindi, la piastra in ghisa può essere pulita anche con acqua e aceto oppure acqua e bicarbonato, che sono tra l’altro prodotti sicuri per il contatto con gli alimenti.

Che tu preferisca un piano cottura in ghisa o in pietra lavica, prima di effettuare l’acquisto del tuo barbecue a gas, ti consigliamo di prestare attenzione anche ad altre caratteristiche che potrebbero condizionare la tua scelta; tra cui:

  1. l’alimentazione a metano o a GPL
  2. la presenza di uno, due o più bruciatori
  3. la grandezza dell’intera struttura
  4. la presenza di manopole, coperchio, termometro, sistemi di sicurezza ed eventuali optional
  5. l’importanza di avere un cestello per la raccolta dei liquidi di cottura e dell’olio esausto.

Hai già deciso allora se comprare un barbecue a gas con pietra lavica o con piano in ghisa?

Dai un’occhiata alle offerte presenti sul sito!

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